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Scuola dell'Infanzia Gozzadini

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Presso Policlinico S.Orsola - Malpighi

Via Massarenti 11

40138 Bologna

tel e fax: 051 307303

Codice meccanografico BOAA 817011

Responsabile di plesso: Prof. Loredana Carilli

Insegnante: Paola Miccoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Orari degli insegnanti 2016 - 2017 in allegato.

 

La scuola dell’infanzia, così come la primaria e la secondaria di primo e secondo grado, è presente all’interno dei reparti e dei day hospital di medicina d’urgenza, neuropsichiatria infantile, chirurgia, pediatria specialistica ed oncoematologia.

 

L’orario è organizzato sulla base delle esigenze dei piccoli ricoverati; nel corso degli anni si sono sperimentati diversi moduli operativi, ma quello che ora appare essere il più utile e funzionale è articolato dalle ore 8 alle ore 13, dal lunedì al venerdì.

Tutti i reparti vengono considerati e seguiti, comprendendo che più che mai in questa realtà, il concetto di flessibilità deve essere pensato come una valida risorsa operativa. La precedenza viene sempre data a bambini che sono impegnati in degenze prolungate o in particolari condizione di fragilità.

Dal punto di vista didattico, il programma appare certamente molto semplice, dovendo considerare l’età dei piccoli alunni, ma in realtà ogni proposta presentata costituisce un tassello di un mosaico che ha lo scopo di fornire al bambino gli strumenti e le competenze che poi gli serviranno per affrontare l’esperienza della scuola primaria.

La programmazione individualizzata è come un vestitino tagliato su misura per ogni bambino, perché tiene conto della sua storia personale: gli apprendimenti acquisiti, lo stato emotivo, la risposta all’ospedalizzazione.

“ … Studiare è bello, perché dopo mi scrivi bravissimo e la mamma mi dà tanti baci"

Queste parole del piccolo Federico, più di tante altre, possono forse esprimerne il senso ed il significato della scuola dell'infanzia in ospedale. Federico, e con lui tanti altri piccoli alunni, ci insegnano che “scuola” è prima di tutto un momento importante per sé.  Qui in ospedale, “scuola” vuol dire anche poter dimostrare a se stessi prima di tutto, ma poi anche a coloro che per noi sono importanti che, nonostante ciò che sta accadendo, in noi ci sono energie radicate e potenti alle quali è possibile attingere. 

"...10 e lode?  grazie maestra! La mia nonna impazzisce per i dieci e lode!"

E lo sguardo che accompagna queste parole racconta a chi ne è testimone che sì, quello è stato un buon momento, una buona occasione, un’occasione da ripetere… E poi c’è la relazione con i genitori:

 "Maestra, tenga d’occhio mio figlio…" dice una mamma preoccupata che la condizione clinica possa influire negativamente sull’assetto cognitivo del proprio bambino. Sì perché, quando un genitore comincia a riprendersi dallo stordimento della comunicazione della diagnosi, quando finalmente vede il proprio figlio stare meglio, quando finalmente può alzare lo sguardo verso un orizzonte che ora comincia ad apparire più sereno, ecco che comincia, anzi ri-comincia ad occuparsi e pre-occuparsi della qualità della vita.

E cosa c’è di più ovvio e normale della scuola nella vita di un bambino?

E’ importante che un genitore senta non solo la presenza, ma soprattutto la vicinanza di tutti gli operatori che all’interno delle proprie specifiche professioni, accompagnano il bambino e la sua famiglia lungo il cammino dell’esperienza di malattia. 

"Studiare è bello…" Sì, deve sempre esserlo, soprattutto qui.

 

Da “ poesia della maestra” 

di Bruno Tegolini

 

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto

Col tempo ti insegnerò tutto

Insegnami fino al profondo dei mari

Ti insegnerò fin dove tu impari

Insegnami il cielo, più su che si può

Ti insegno fin dove io so

E dove non sai?

Da lì andiamo insieme

Maestra e scolaro, un albero, un seme

Insegno ed imparo, insieme perché

Io insegno se imparo da te

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